La particolare e unica Mappa Geologica del Vesuvio in 3D permette di conoscere il Vesuvio, unico vulcano attivo dell’Europa continentale, che fa parte di una vasta area vulcanica che si è originata circa 2 milioni di anni fa.
L’attuale forma del vulcano, che si può ammirare nella Mappa Geologica è il risultato del continuo susseguirsi, negli ultimi 25.000 anni, di eruzioni esplosive ed effusive.
Nella Mappa del Vesuvio 3D si può osservare come all’interno del vulcano più antico, il Monte Somma, si sia originato il Gran Cono del Vesuvio: l’insieme dei due edifici vulcanici prende il nome di complesso vulcanico Somma – Vesuvio.
Il Vesuvio ha una tipica forma tronco-conica (che si può “toccare con mano” nella Mappa 3D del Vesuvio), il cui punto più alto raggiunge i 1.277 m s.l.m. Il cratere ha attualmente un diametro di 450 m ed una profondità di 300 m.
Alla base del cratere e all’interno della caldera del Somma si possono osservare le diverse bocche eruttive, dalle quali sono fuoriuscite molte delle colate laviche di epoca storica fino all’ultima eruzione del 1944.
Attualmente sul Gran Cono del Vesuvio sono presenti piccole fumarole, segno del suo stato di quiescenza.
Dal 1997 8.482 ettari di territorio intorno al Vesuvio entrano a far parte della Riserva Mab Unesco per la compresenza di aspetti naturalisti, geologici, vulcanologi e archeologici di eccezionale importanza storica.
La ricchezza dei suoli lavici, che fa del Somma-Vesuvio una terra ricchissima per l’agricoltura, con la coltivazione di varietà che acquistano caratteristiche organolettiche uniche, si può osservare nella Mappa 3D del Vesuvio. E’ il caso dell’albicocca vesuviana, presente con numerose varietà colturali, delle ciliegie, dell’uva, da cui si ricava il vino doc Lacryma Christi e dell’uva da tavola “catalanesca”, dei pomodorini del pizzo.
Nell’area sono stati catalogati oltre 230 minerali differenti ed è possibile osservare i depositi di diverse eruzioni storiche e le forme generate dall’azione degli agenti esogeni sulle originarie coltri piroclastiche. Questi depositi sono poi stati lentamente colonizzati dalla vegetazione. Le aree circostanti al piede del vulcano sono state popolate da sempre per la fertilità delle vulcaniti, ricche di potassio.







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